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Foto di Bastian Linder: La torre Eiffel all’alba sulla Senna

 Agnès Levitte è una volontaria del the Programma di educazione alla pace (PEP). Abita a Parigi e aiuta alla supervisione del PEP in Francia. Agnès è facilitatrice di diversi corsi PEP nella zona di Parigi. Ha vissuto in Inghilterra, in Costa d’Avorio, in Svizzera e in Australia, cosa che le ha donato una visione ampia di diverse culture e del modo in cui esse influenzano il modo di esprimersi e di comunicare delle diverse persone.

Ecco alcuni brani dell’intervista che le ha fatto il volontario PEP Gaetan Trembley:

Come mai hai iniziato a partecipare al Programma di educazione alla pace?

Quando sono andata in pensione ho sentito che volevo restituire qualcosa, per gratitudine per tutto quello che avevo ricevuto io durante la vita. Non volevo andare in pensione dalla vita. Sapevo del PEP, ed è stata la prima idea che mi è venuta in mente. Abbiamo formato una piccola squadra, insieme a due persone che il PEP lo avevano già frequentato. Ci siamo ripromessi di non farci prendere dall’impazienza o dallo scoraggiamento, ma di essere pronti, di andare avanti, e di cercare i posti, i gruppi e le organizzazioni che potessero essere interessati al PEP. Pensavamo che ci avremmo messo degli anni, invece no.

Abbiamo iniziato a incontrarci regolarmente. Ho avuto l’idea di parlare con una signora che è direttrice di un’associazione di artisti collegati a ospizi e ospedali. Conosco gli artisti perché canto insieme a loro. La direttrice è stata così entusiasta dell’idea del PEP che si è offerta di organizzarlo lei stessa. Dopo qualche mese abbiamo iniziato il primo corso in una delle sale che la città mette a disposizione. È stato un successo e abbiamo fatto un secondo corso con la stessa organizzazione.

Sulla mia strada, a Parigi, c’è un “giardino della solidarietà”, un giardino speciale aperto a chiunque, inclusi i senza fissa dimora, i disturbati mentali e chi è affetto da una malattia psichiatrica. Facciamo il giardino tutti insieme. Dopo qualche mese ho pensato che quelle persone avrebbero potuto trarre vantaggio dal Programma di educazione alla pace. Così ne ho iniziato uno nel giardino solidale.

A Parigi il PEP è iniziato così. Io faccio parte di due team: uno a Parigi, che cresce e vede sempre nuovi partecipanti che iniziano corsi PEP in giro per la città e la periferia. E un secondo team, più grande, che traduce i testi del PEP in francese.

In quanto persona di contatto del PEP per la Francia, mi rendo conto di quanto si senta persa la gente se non c’è traduzione, o quando le cose vengono comunicate in un modo che sentono culturalmente alieno da loro. Noi ci assicuriamo che la terminologia dei testi sia coerente per ogni corso. Abbiamo uno speciale dizionario PEP per l’equivalente francese di parole come “partecipante”, o “quaderno”. Facciamo registrare i video in voce da professionisti in modo che tutti i partecipanti riescano a capire il messaggio di Prem Rawat in francese.

Traduciamo anche i moduli del PEP, in modo che le persone possano iscriversi con facilità al corso. Chiunque in tutto il mondo dovrebbe essere in grado di organizzare un PEP, anche se non parla inglese.

Ci puoi dire cosa sta accadendo negli altri stati francofoni dell’Europa?

Una volta che i testi e i video sono stati tradotti in francese, è più facile organizzare un PEP. Ora abbiamo il Programma di educazione alla pace in 10 diverse città della Francia e del Belgio, in varie organizzazioni e gruppi sociali. È incredibile come i team stiano moltiplicandosi in ogni città, perché coloro che partecipano al PEP vogliono aiutare e entrare a far parte del team. Ora sono loro a presentare i corsi o a aiutare con gli audiovisivi. Alcune delle città principali, come Parigi, Marsiglia e Tolosa, hanno avuto i corsi PEP a ciclo continuo. Ma i Programmi di educazione alla pace si tengono anche nelle città piccole, come Tarbes, Limoges e Saint-Etienne, e in paesini come Menetou-Salon e Embrun. Continuano a nascere nuovi progetti perché i partecipanti entusiasti offrono i PEP nei loro luoghi di lavoro e ai loro amici e conoscenti.

Qual è stato l’effetto del PEP sulla tua vita?

Fare la volontaria facilitatrice del PEP mi riempie il cuore e mi permette di restituire. Mi piace moltissimo essere testimone del potere del messaggio d Prem sulla vita della gente.

Ha detto un partecipante: “Apprezzo i momenti della mia vita quotidiana in cui mi tornano in mente le parole di Prem Rawat.”

I PEP che ho avuto occasione di organizzare erano in gruppi che conoscevo già. La mia vita quotidiana è piena di molte possibilità di offrire il PEP. Non devo guardare molto distante da me.

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