Il 2012 è stato il secondo anno di seguito in cui la TPRF si è associata con The Adventure Project (TAP) per raccogliere fondi per il loro eccellente progetto di formazione riguardante i pozzi meccanici. Il progetto crea nuovi posti di lavoro e ristabilisce l’accesso all’acqua potabile in zone in cui i pozzi sono rotti o inagibili. Becky Straw è “un’attivista dell’acqua potabile” e cofondatrice di The Adventure Project. Questo è il contributo che ha dato al nostro blog in occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, il racconto di una partnership di successo di TAP con la TPRF nel 2011.

L’anno scorso è successa una cosa davvero notevole: quattro giorni prima della Giornata Mondiale dell’Acqua la mia nuova organizzazione no profit, The Adventure Project, ha fatto alla Fondazione Prem Rawat una domanda pazzesca, all’ultimo minuto: “La TPRF sarebbe disposta a versare un contributo uguale a quanto noi riusciremo a raccogliere in una sola giornata?” Senza alcuna esitazione, la TPRF è saltata a bordo e ha fatto diventare il 22 marzo uno dei giorni più belli dell’anno.

Sono state oltre 150 le persone che ci hanno aiutato a diffondere la nostra proposta sulla Giornata Mondiale dell’Acqua, e in più di 400 hanno inviato generose donazioni per raccogliere i fondi promessi dalla TPRF. Complessivamente, abbiamo così raccolto oltre 23.000 dollari per un programma rivoluzionario riguardante l’acqua, svolto in India dall’organizzazione WaterAid, in collaborazione con una ONG locale, Gram Swaraj Samiti Ghosi (GSSG). Si tratta di un programma di formazione delle autorità locali per renderle capaci di gestire autonomamente i pozzi del villaggio con interventi di meccanica e di riparazione di pozzi difettosi.

È passato un anno e sono orgogliosa di riferire che WaterAid ha fato nascere con successo due officine di meccanici di pozzi nelle aree di Kako e di Ghosi, nel distretto di Jehanabad del Bihar. Al 29 febbraio di quest’anno, 12 nuovi meccanici hanno riparato 85 pompe manuali, restituendo l’accesso all’acqua potabile a 12.386 persone che ne avevano bisogno.

Le due officine di Kako e Ghosi sono in gran forma e servono un totale di 10 villaggi. Sono attrezzate con kit di controllo della qualità dell’acqua, attrezzi e pezzi di ricambio necessari per le riparazioni, e hanno anche telefoni cellulari per ricevere le richieste di intervento e una motocicletta per recarsi nei siti dove devono essere effettuate le riparazioni. Si tratta quindi di un modo innovativo e imprenditoriale per assicurare alle comunità rurali l’accesso ai servizi idrici sostenibili.

Sono stati formati dodici meccanici capaci di usare la tecnologia GPS in grado di occuparsi della riparazione delle pompe a mano e dell’istallazione delle tubature. I meccanici portano un ulteriore vantaggio in quanto insegnano alle comunità come fare la manutenzione delle pompe manuali per prevenirne la rottura e formano dei comitati di villaggio su base volontaria per le questioni legate all’acqua e all’igiene.

Questi meccanici si sono impegnati a tempi di risposta rapidi, con l’obiettivo di riparare in modo completo le pompe a mano entro le 24 ore dalla richiesta di intervento, se possibile. Tra le riparazioni effettuate fino ad oggi, il 54% sono state completate in meno di 12 ore, il 91% in meno di 24 ore e solo il 9% tra le 24 e le 48 ore dalla richiesta (si trattava in genere di lavori più complessi, che richiedevano operazioni lunghe e vari pezzi di ricambio). Inoltre, negli ultimi 3 mesi soltanto, le officine hanno effettuato una media di 27 riparazioni al mese. Del totale pagato dalle comunità per questo servizio, il 60% va ai meccanici per il loro lavoro e il 40% va al centro, per coprire i costi di funzionamento.

Le questioni relative all’acqua sono sempre state care al mio cuore. Gli ultimi cinque anni della mia carriera lavorativa sono stati incentrati sulla valutazione di programmi relativi all’accesso all’acqua in Paesi in via di sviluppo. Mi riempie sempre di dolore vedere tanti pozzi inagibili in tutta l’Africa e l’India, osservare la delusione sui volti di madri e di bambini che camminano vicino ai pozzi non funzionanti per andare a raccogliere l’acqua da fiumi sporchi. La Fondazione Gates valuta che un terzo di tutti i pozzi siano attualmente fuori uso, spesso perché mancano i pezzi di ricambio o i tecnici in grado di ripararli.

Questa collaborazione con la Fondazione Prem Rawat ci ha dato la speranza che ci siano organizzazioni e cittadini che credono in soluzioni di tipo imprenditoriale per porre fine alla crisi dell’acqua. Non so come ringraziare la TPRF per tutto il sostegno e l’ispirazione che ci ha dato, e perché, come noi, crede negli investimenti fatti sulla dignità.

Grazie,

Becky Straw

Co-Fondatrice e principale attivista di: | The Adventure Project

130 7th Avenue #354 | New York, NY 10011  | 774.238.7761

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Photos by Esther Havens

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