La Fondazione Prem Rawat (TPRF) ha recentemente sponsorizzato una conferenza dedicata al tema “Saggezza tradizionale al servizio della pace”, riunendo centinaia di capi, re e funzionari governativi della Costa d’Avorio, in Africa Occidentale.Abidjan event

La Costa d’Avorio ha raggiunto l’indipendenza dalla Francia nel 1960. Mentre nei decenni successivi era uno dei Paesi più stabili e prosperi della regione, durante gli ultimi 15 anni è stata tormentata da guerre civili e atti di terrorismo.

L’evento del 20 agosto scorso si è tenuto al Palais de la Culture, situato lungo le rive della Laguna Ébrié, nella capitale Abidjan. Questa conferenza, dedicata alla riconciliazione e alla ricerca di soluzioni di pace di lungo periodo, ha avuto il supporto del Governatore del Distretto di Abidjan ed è stata organizzata dall’Associazione di Iniziative per la Pace, una ONG locale. Ha compreso i discorsi dei capi di numerose nazioni, una sessione di domande e risposte e un discorso conclusivo del fondatore della TPRF, Prem Rawat.

Abidjan eventEgli ha posto l’enfasi sul fatto che la pace personale costituisce la base più forte per la costruzione della pace nelle comunità e tra le nazioni.

“Praticate la pace – ha detto Prem Rawat – nella vostra vita. La pace è un sentimento che si trova dentro di voi. La pace deve essere autentica, non fatta solo di parole, non solo di concetti. La pace è un bisogno, non un desiderio. Senza la pace non ci può essere prosperità. Senza la pace, la società cade in pezzi.”

Anche Lambert Gbizie, vice presidente della Camera dei Re e dei Capi, ha parlato del desiderio insito nell’essere umano di vivere in uno stato di pace e ha esortato le autorità presenti a utilizzare la saggezza tradizionale per contribuire a realizzare questo desiderio.

“La pace – ha detto Gbizie – è una qualità che tutti cercano. È il desiderio di concordia tra tutti, tra tutte le componenti sociali e politiche. Essa non si deve limitare a una dichiarazione di intenti, ma si deve tradurre in azione nella nostra vita quotidiana. Nelle società africane tradizionali la gente aveva sviluppato dei meccanismi che prevenivano qualsiasi azione che potesse compromettere la pace. Quando insorge un conflitto, si devono sviluppare delle strategie locali che portino a una riconciliazione sostenibile.”

In risposta a una domanda su come ottenere la saggezza, il signor Rawat ha detto che la saggezza è una qualità umana innata.

“La saggezza non si acquisisce – ha detto – la saggezza la avete già. La saggezza non viene dall’esterno. La saggezza è in voi. Fatela crescere. La cosa che praticate di più, diventerete bravi a farla. Praticate la saggezza? Praticate la pace? È così che si diventa saggi.”

I vari discorsi sono stati inframmezzati da spettacoli di musica e danza tradizionali.

Il sindaco George Ezaley ha inoltre proclamato Prem Rawat cittadino onorario dell’antica capitale, la città di Grand Bassam, in riconoscimento del suo impegno a favore della pace, portato avanti in tutto il mondo, di cui quest’anno si festeggia il cinquantenario.

La Camera dei Re e dei Capi inoltre ha designato il signor Rawat capo onorario, e il Governatore del Distretto di Abidjan gli ha conferito il nome speciale tradizionale di Nanan Akossi. Questo nome trova le sue radici culturali nelle tribù Akan della Costa d’Avorio sudorientale e vuol dire una vita di grande coraggio. Durante la cerimonia del conferimento del nome, i rappresentanti della Camera hanno rivestito il signor Rawat dell’abito reale tradizionale avvolgendo drappi colorati e ornamenti intorno al suo vestito.

Al ricevimento di questo titolo, il nuovo capo ha espresso grande apprezzamento: “Questo – ha detto Rawat – è un onore e un privilegio. Io sono un essere umano ed essere onorato dall’Africa è veramente un onore, perché questo continente è il luogo in cui è nata l’umanità.”

Numerosi media di tutto il Paese hanno coperto l’evento e Ali Diarrassouba, noto personaggio televisivo, ha fatto da presentatore.

“Spero – ha detto il signor Diarrassouba – che questa conferenza aiuti a portare un clima duraturo di pace a tutte le comunità qui rappresentate.”

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